· 

Counsellor, Psicologo e Psicoterapeuta: quali differenze e chi scegliere.

Scrivi commento

Commenti: 2
  • #1

    Dott. Domenico Chirico (sabato, 19 gennaio 2019 16:41)

    Scrivo per condividere un mio pensiero, che tra i colleghi è "poco" discusso: il tentativo da parte dei counsellor di farsi riconoscere come professione di aiuto e di ascolto. Vorrei poter precisare che ad oggi io non trovo ragioni per poter accompagnare questi "professionisti" ( le virgolette indicano che non ho ancora ben capito di quale professione si tratti ) nel loro percorso di studio e nelle loro motivazioni. Ad oggi, si fanno forza del fatto che loro aiutano solo le persone normali. Primo: sanno cosa vuol dire "normalità"? o forse vogliamo buttare nel cestino decenni di studi clinici psichiatrici?
    secondo: ammesso che tutti siano in buona fede, e quindi in maniera onesta possano fare un eventuale invio ad un professionista della saluta ove loro riconoscano che la persona non è "normale", come fanno loro a capirlo, se non fanno diagnosi? certo, studiano sui nostri manuali, ma io non curo le carie solo dopo aver letto come si fa. infine vorrei dire che la colpa di questo è nostra, e anche di una certa ignoranza generale. il fatto che lo psicologo lavori attraverso la parola rende non definibile e poco quantificabile il suo intervento, ma questa è l'anima e il fulcro del nostro lavoro. La cura attraverso la parola è universalmente riconosciuta, e per poterla applicare bisogna far parte di una professione sanitaria, non può bastare un corso di tre anni su testi che fanno parte del patrimonio clinico psichiatrico/psicologico. Ma finche saremo noi i primi ad insegnare loro la teoria ( si,, sono molti gli psicologi e psicoterapeuti che insegnano in queste scuole ) non potremo dire di aver fatto un buon servizio alla comunità.

  • #2

    Dott. Domenico Chirico (mercoledì, 23 gennaio 2019 18:43)

    Insomma, facciamola breve........per poter parlare con una persona dei propri problemi, a qualsiasi livello, bisogna poter avere le competenze diagnostiche per comprendere di cosa stiamo parlando. Il counsellor o il life coach non hanno questa competenza. Cosa accadrà quando una loro risposta scatenerà eventi emotivi interni non comprensibili minimamente al "professionista". O cosa accadrà quando a causa della loro non competenza non riusciranno comprendere da cosa derivano tali problematiche? La normalità di cui loro parlano e di cui vorrebbero occuparsi non esiste: lo psicologo non lavora coi malati mentali, ma con le persone, che sono per definizione complicate, pieni di sfaccettature e mai diagnosticati completamente.